© 2024 Gianluca Benvenuto Sinfisi

Ogni scelta processuale deve essere previamente ipotizzata, vagliata e, naturalmente, concordata con l'assistito, onde che questi soffra al minimo il rischio di conseguire un pregiudizio derivante dalla sottoposizione a un procedimento penale.
Proprio per questo sono sovente affermare che, benché le leggi e la giurisprudenza siano previste indistintamente per tutti gli assistiti, in realtà ogni assistito abbisogna di una soluzione che si plasmi alle sue necessità e che meglio risponda alle sue priorità: insomma, una strategia processuale su sua misura.

La bancarotta fraudolenta è un delitto che viene imputato all'imprenditore o agli amministratori e agli altri soggetti coinvolti nella società, quando questi abbiano posto in essere delle operazioni sul patrimonio sociale o sulla contabilità, ovvero operazioni squisitamente "pericolose" per la salute societaria o che abbiano causalmente provocato la procedura liquidatoria.
Le imputazioni più frequenti vogliono che il responsabile venga dichiarato colpevole, a vario titolo ed esemplificativo, per aver distratto, distrutto o dissipato cespiti aziendali e di magazzino, ovvero di aver manipolato la contabilità societaria o di non averla tenuta e conservata a dovere, ovvero ancora di aver compiuto operazioni di sovrastimazione del capitale, delle riserve e dei beni societari per dissimulare una società in istato di insolvenza, ovvero emesso fatture per operazioni inesistenti portando, così, all'incremento del debito fiscale e alla liquidazione giudiziale della società.


I reati tributari sono oggi previsti dal d.lgs. 74/2000, e riguardano prettamente condotte manipolative della contabilità, come della dichiarazione dei redditi, attraverso l'emissione o l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti o attraverso altri artifizi. Inoltre, seppur minormente puniti, assumono rilevanza nell'ambito dell'attività di impresa altresì i reati di evasione contributiva, ossia quella che vede l'imprenditore omettere di dichiarare o di dichiarare falsamente all'INPS o agli altri enti di previdenza e assistenza dati e informazioni rilevanti previsti dalla Legge.
I reati societari sono previsti dal codice civile, e riguardano nella maggior parte dei casi gli imprenditori o i soggetti attivi nelle società che formano e pubblicano dei bilanci falsi (false comunicazioni sociali), che commettono atti di aggiotaggio ovvero che con operazioni di varia natura concorrono a formare un capitale sociale fittizio.

I reati bancari più di frequente imputazione concernono l'abusivo esercizio dell'attività bancaria, previsto dall'art. 140-bis d.lgs. 385/1993, oltre alla fattispecie di usura prevista dall'art. 644 c.p.
Molte fattispecie incriminatrici, le quali sono poste a tutela dell'integrità del mercato finanziario, sono invece previste dal testo unico dell'intermediazione finanziaria (d.lgs. 58/1998), come ad esempio il falso in prospetto, il c.d. insider trading e l'aggiotaggio finanziario.

La normativa ambientale è divenuta dal 2006 oltremodo stringente e, ovviamente, preponderante nella logica generale delle poste conteggiate nell'ambito dell'analisi imprenditoriale c.d. "costi/benefici".
Specularmente, dunque, l'attività di impresa svolta nella inosservanza (assoluta o relativa) della normativa ambientale comporta eccessivi rischi di natura penale, tra i quali non potrebbero che essere annoverati certamente il sequestro e la confisca dei beni utilizzati per la commissione del reato ambientale, oltre alla pena della reclusione e dell'arresto nei casi previsti.



Il diritto penale
dell'ambiente propriamente detto
Il diritto penale ‘agro-alimentare’
Il diritto penale dell'edilizia
Esso è previsto, da un lato, dal Titolo VI-bis del codice penale e, dall'altro, dal d.lgs. 152/2006 (t.u.a.), e punisce l'inquinamento delle acque, del suolo e dell'aria, oltra a reprimere le attività illecite in materia di rifiuti.
Esso riguarda propriamente i reati di lottizzazione abusiva e le altre fattispecie di reato previste dal d.lgs. 380/2001.
Il diritto penale agro-alimentare punisce altresì chi commercia generi alimentari marcescenti, o contraffatti come ‘DOP’ ovvero come genuini, quando non presentano tali caratteristiche.

Il diritto penale paesaggistico
Esso prevede numerose fattispecie di reato contenute nel codice dei beni culturali (d.lgs. 42/2004) e che riguarda prettamente condotte di depauperamento dei boschi, delle foreste e del "paesaggio" propriamente detto .


Il diritto penale degli animali
Il diritto penale dei beni culturali
Esso ha visto la sua importante collocazione del nostro ordinamento nel 2004, quando il legislatore aveva introdotto nel codice penale del Titolo IX-bis.
Esso è di recentissimo conio, oggi previsto dal Titolo VIII-bis del codice penale.

I delitti contro la Pubblica Amministrazione costituiscono una realtà molto frequente nell'ambito di quello dell'alveo dei reati commessi nell'ambito dell'esercizio dell'impresa. Non sono invero sconosciuti alle diverse realtà imprenditoriali e societarie casi nei quali sussista il concorso con i funzionari pubblici o esercenti il pubblico servizio nell'ambito dei reati propri commessi da questi ultimi.

Una delle specialità nell'ambito dei reati d'impresa è costituita dai delitti di riciclaggio e di auto-riciclaggio di denaro, beni e utilità di provenienza illecita o il loro impiego in attività economiche lecite, da ultimo attuato mediante anche l'utilizzo di crypto-valute.
Si pensi, ad esempio, ai casi nei quali l'imprenditore è chiamato a rispondere di ricettazione, riciclaggio, auto-riciclaggio o impiego in attività lecite di beni, denaro o altre utilità occultandone la provenienza delittuosa mediante artifizi contabili o sostituzioni cartolari idonee a rappresentare una provenienza lecita del bene.
A latere, fondamentale risulta in simili frangenti l'assistenza agli imputati di delitti di trasferimento fraudolento di valori.

Le procedure di esecuzione penale e di sorveglianza rappresentano un vero e proprio ambito dell'ordinamento "distaccato" e, per certi versi, differente rispetto a quello previsto per il procedimento di cognizione e di merito. Invero, dal momento del passaggio in giudicato della sentenza di condanna, si apre per il condannato una fase molto importante, nella quale egli non rimane mero soggetto quiescente (e rassegnato) alla espiazione della pena, in quanto nell'ambito della esecuzione e della sorveglianza possono aprirsi degli scenari importanti, quali ad esempio l'espiazione della pena in misura alternativa alla detenzione o la richiesta di rideterminazione della pena in fase esecutiva (accesso del detenuto ai benefici penitenziari, quali ad esempio sono rappresentati dalla liberazione anticipata, dall'art. 21 o.p. per il lavoro all'esterno, oppure dai permessi premio, alle misure alternative alla detenzione, come la semilibertà o l'affidamento in prova al servizio sociale, o il c.d. affidamento terapeutico), ovvero nella richiesta di dichiarazione di illegittimità della pena, ad esempio, per la sopravvenuta dichiarazione di incostituzionalità della norma generatrice dell'avvenuta incriminazione, ovvero alla richiesta di sussunzione di più fatti oggetto di diverse sentenze e decreti in un unico complessivo reato, denominato dal codice penale reato continuato.

Nell'ambito di un procedimento penale è fondamentale tutelare gli assistiti anche dal punto di vista economico: frequentemente, durante le indagini preliminari, può capitare che alcuni (o addirittura tutti i) beni in capo all'assistito vengano sequestrati e, in caso di condanna, confiscati. Come altresì è possibile intervenire sulla confisca anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza di condanna.
Ho acquisito particolare esperienza nell'assistere chi abbia subìto le misure cautelari di natura reale (i sequestri) e, altresì, la confisca (diretta, per equivalente o per sproporzione) del denaro, dei beni e delle utilitas aziendali, tra le quali oggi possono essere annoverate altresì le quote societarie, i titoli di investimento e le crypto-valute.




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